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SCAVI DI POMPEI

Pompei
INTERVENTI IN AREE ARCHEOLOGICHE. RESTAURI STATICI, INTERVENTI PARTICOLARI NELL’AMBITO DEL MIGLIORAMENTO SISMICO “ COLONNE IN TUFO E MATTONCINI”

LAVORI: Miglioramento sismico delle colonne in tufo e mattoncini, nel sito Archeologico di Pompei Scavi
COMMITTENTE: Soprintendenza Archeologica di Pompei

L’intervento esposto interessa il miglioramento sismico delle colonne in tufo e mattoncini, nel sito Archeologico di Pompei Scavi, nel QUADRIPORTICO (Tempio di Iside), nella CASA DI CORNELIA, nella CASA DEL CENTAURO.
Dopo il sisma del 23 novembre 1980, la Soprintendenza Archeologica di Pompei ebbe la necessitaÌ€ di mettere in sicurezza le aree frequentate dai visitatori; tra i lavori previsti, vi erano anche quelli riguardanti le colonne, sia in tufo che in mattoncini. Inizialmente alcuni lavori furono eseguiti da altra Impresa , con un progetto che prevedeva una perforazione assiale, l’immissione nel foro di una barra di ancoraggio in dywidag, il suo bloccaggio in fondazione con del calcestruzzo e sulla sommitaÌ€ dei blocchi, con un grosso rondellone serrato da un dado avvitato sulla barra in Dywidag. Il vuoto lasciato nel foro della barra in Dywidag, fu colmato con l’inserimento di sabbia.

L’Ing. Antonio Pompa, specializzato nel settore, appaltoÌ€ dei lotti successivi e approfondendo le problematiche esecutive dei lavori, dedusse che tali interventi non andavano eseguiti cosiÌ€ come progettati, in quanto avrebbero potuto causare danni alle colonne in occasione di forti escursioni termiche. Ipotesi poi confermata dagli eventi.

Data l’importanza dei lavori, furono fatte delle indagini ed eseguiti degli esperimenti, avvalendosi anche della consulenza di esperti del settore, quale l’Ing. Ippolito Massari al tempo giaÌ€ profondo conoscitore dei materiali e delle nuove tecniche di restauro e consolidamento nel settore di Restauro Archeologico.
L’Ing. Antonio Pompa progettoÌ€ e fece costruire, sotto la sua direzione, da un’officina specializzata una apposita macchina per eseguire le perforazioni assiali sulle colonne degradate ed in particolare in grado di rimuovere le barre in Dywidag ancorata alla base delle colonne trattate con i primi interventi.

La macchina ritratta nelle foto, è in grado di forare in assenza di vibrazioni e con velocità di rotazione da zero a 2000 giri/min, impostata e variata con una semplice manopola è dotata di avanzamento idraulico millimetrico e con pressione di spinta programmabile e costante.

L’apparecchiatura anche se all’apparenza enorme, in realtaÌ€ eÌ€ gestibile da un semplice pannello di controllo eÌ€ adatta allo scopo ed in grado di dare risultati straordinari. Nel complesso, l’intervento di miglioramento sismico sulle colonne, eÌ€ una sequenza di lavorazioni particolari, molto variabile e dipendente dalla tipologia e stato delle stesse.

Le foto dalla n. 47 alla n. 76, illustrano le lavorazioni, le macchine, l’organizzazione del cantiere, le colonne prima, durante e dopo l’intervento, alcuni luoghi dove si sono eseguiti i lavori, e cioeÌ€ il QUADRIPORTICO dietro ai TEATRI (Tempio di Iside), LA CASA DI CORNELIA, E LA CASA DEL CENTAURO. Per motivi di riservatezza, non descriviamo la sequenza delle lavorazioni, le metodologie e i materiali impiegati.

Confermiamo solo che l’applicazione nelle colonne di un’armatura “elastica” qual eÌ€ una fune in polipropilene e con le metodologie da noi usate, le stesse risultano effettivamente migliorate nella risposta sismica “oscillano “

Strutture metalliche tubolari.

Placcaggio di colonne.

CONSOLIDAMENTO STATICO DI EDIFICI IN MURATURA ESEGUITO TRAMITE PERFORAZIONI ARMATE, ANCHE PASSANTI LONGITUDINALMENTE I SETTI MURARI, INGHISATE CON MALTE SPECIFICHE INIETTATE A PRESSIONE NEI FORI.

La foto illustra una delle fasi di rinforzo delle fondazioni della Masseria Cobellis, nel Parco Archeologico di Velia, per mezzo di perforazioni armate passanti al fine di consentire di smontare il puntellamento a sostegno delle fondazioni del lato Sud, svuotate nelle precedenti campagne di scavo, e lasciare a vista i sottostanti ritrovamenti Archeologici, senza l’intralcio dei puntellamenti. Le perforazioni possono essere eseguite sia con raffreddamento ad acqua che con aria compressa e filtro ciclonico, atto a convogliare e depurare l’aria di raffreddamento dalle polveri del taglio.

Intervento di perforazioni a carotaggio continuo, in fase d’esecuzione, con macchina perforatrice su strutture in tubo-giunto, predisposta secondo schema statico ed in linea con le murature.

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